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Tre miti sulla psicologia assolutamente falsi

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Buongiorno lo so tu non hai bisogno dello psicologo, ma potresti aver bisogno di scoprire come stanno veramente le cose rispetto questi tre miti sulla psicologia.

ma sai che usiamo solamente il 10% del nostro cervello. si, con questa lo usi il 2. (cit.)

Nel 1907, lo psicologo William James ipotizzò che gli esseri umani usassero solo una piccola parte delle loro risorse mentali e fisiche. Nel 1936 poi lo scrittore Lowell Thomas parafrasò tale affermazione sostenendo che: "l'uomo medio utilizza solamente il 10% delle sue capacità mentali."
Da allora si è trasformata dunque in credenza comune il fatto che gli esseri umani usino solo il 10% delle proprie facoltà mentali.

Tuttavia, le neuroscienze hanno smentito tale ipotesi. Il cervello umano è programmato per massimizzare il risparmio di risorse, per questo isola e fa morire tutti i neuroni che non vengono utilizzati o che non si collegano correttamente ai circuiti attivi.
Se quindi fosse vero che usassimo solamente il 10% dei nostri neuroni, dovremmo trovare durante le autopsie di persone decedute un cervello con parti completamente morte o mai utilizzate.
Ma questo in realtà non accade praticamente mai.

ma l'amore è così, gli opposti si attraggono. no forse no

Questa ipotesi continua a essere frequentemente messa in scena in serie TV e film nonostante non vi sia quasi nessuna ricerca a sostegno di tale affermazione.
Al contrario ci sono molti studi che dimostrano come la presenza di fattori in comune tra le persone e attrazione siano strettamente collegati.

Gli studi infatti mostrano come esista una relazione positiva tra vicinanza di opinioni e attrazione.
Per esempio, se le persone hanno in comune il doppio delle opinioni tenderanno a piacersi il doppio.
E inoltre, un effetto ancora più palese, è che tendiamo a non gradire le persone che sono molto diverse da noi.
E' molto improbabile che infatti si possa formare una coppia tra un fondamentalista religioso e un ateo o tra un uomo con una visione maschilista e una femminista convinta.

Smith, Becker, Byrne e Przybyla in un loro lavoro del 1993 hanno definito l'idea che gli opposti si attraggono come una semplice credenza tossica.

uomini e donne pensano in modo differente. nooooooooooooooooooooo

Vi è stato un momento in cui è andato di moda affermare, anche da parte di una certa comunicazione "scientifica", che i cervelli degli uomini e delle donne fossero diversi, o che quanto meno funzionassero in modo differente.
Un esempio che veniva spesso portato a sostegno di questa differente organizzazione cerebrale era basato sul mettere in evidenza differenti stili e capacità comunicative tra uomini e donne.

In realtà un articolo pubblicato dall'American Psychological Association, ha dimostrato come le persone semplicemente tendano a comunicare e comportarsi secondo le aspettative che i ruoli di genere prevedono all'interno di una determinata cultura.
Quando invece le aspettative nel modo di comunicare in accordo con il proprio ruolo di genere, vengono eliminate o subiscono variazioni, quello che si nota è che la comunicazione maschile e femminile diviene pressoché identica.
Per cui le differenti modalità comunicativa che si evidenziano in alcuni contesti non sono altro che frutto dell'influenza culturale.


Bene grazie per aver letto l'articolo.

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Info sull'autore

Marco Naman Borgese è uno psicologo, psicoterapeuta e coach. Cultore della materia presso l'Università degli studi di Salerno, Docente presso l'Università del calcio di Coverciano e docente per il Master Giunti in psicologia dello sport. Ha conseguito una borsa di studio presso il Policlinico Universitario Agostino di Gemelli in Roma per il trattamento del dolore cronico mediante l'uso della realtà virtuale in donne affette da endometriosi. E' pratictioner EMDR di I° livello e certificato per l'uso del protocollo Mindfulness MBSR Palouse ed esperto nell'uso della realtà virtuale nel trattamento dei disturbi psicologici.

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