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Il più grande manuale di coaching della storia. Le 12 fatiche di Ercole. Pt.2

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Buongiorno lo so tu non hai bisogno dello psicologo, ma potresti aver bisogno di saperne di più sulle 12 fatiche di Ercole.

Fatica 2 - L’idra di Lerna

La seconda fatica che dovette affrontare Ercole fu l'uccisione dell'Idra di Lerna
L’Idra era un mostruoso serpente a nove teste che viveva nelle acque torbide delle paludi nei pressi di un luogo chiamato Lerna. Era un essere così velenoso che solamente un suo respiro era in grado di uccidere un uomo.
Ciò che lo rendeva ancora più temibile era dato dal fatto che una delle sue nove teste fosse immortale, rendendolo praticamente invincibile.

Quando Ercole partì per dare la caccia al mostro a nove teste non andò da solo. Il suo fidato nipote Iolao infatti lo accompagnò guidando il cocchio.
Una volta giungi a Lerna trovarono la tana dell’Idra e qui Ercole costrinse la belva a uscire della sua tana lanciandole frecce infuocate all’interno.

Una volta che l'Idra emerse, Ercole la afferrò ma il mostro non fu sopraffatto così facilmente poiché non appena Ercole tagliava una delle sue 9 teste, in poco tempo al suo posto ne spuntavano due nuove.
A peggiorare le cose, sempre a causa dell’intervento divino della dea Era decisa a uccidere Ercole, emerse dall’acqua anche un enorme granchio che iniziò a mordere il piede di Ercole che nel frattempo era stato bloccato dall’Idra. 

Bloccato e apparentemente senza via di uscita in questa situazione Ercole chiamò Iolao chiedendo un suo aiuto.
E proprio insieme al fidato Iolao, Ercole riuscì a sconfiggere l’Idra attuando un piano ingegnoso.
Non appena Ercole tagliava una delle teste dell’Idra, Iolao scagliava immediatamente una freccia infuocata sulla ferita.
In questo modo le fiamme impedivano alle teste di ricrescere.
Una volta tagliete le 8 teste mortali Ercole decapitò anche la nona testa, quella immortale, che poi seppellì sotto una pesante roccia.
Ercole infine aprì il corpo dell’Idra e intinse le sue frecce nel suo potente sangue velenoso, in modo da avere un’arma più letale da poter utilizzare in futuro nelle successive sfide.

Così una volta compiuta la missione i due tornarono alla corte di Euristeo per comunicare il superamento della prova, ma qui il re dichiarò che essa non doveva essere considerata nel conto delle 10 fatiche, in quanto Ercole non era stato in grado di affrontare la sfida da solo.

Qual è il significato simbolico di questa seconda sfida?

L’Idra di Lerna simboleggia l’oscurità presente in ognuno di noi, il male oscuro che ci tormenta.
L’Idra ha nove teste che rappresentano metaforicamente i nostri numerosi desideri terreni che ci condannano a un infinito tentativo di appagamento che però non siamo in grado mai di raggiungere, non a caso le teste risorgono di continuo.
Tutto ciò è causato dal nostro ego, avvelenato come è avvelenato il corpo dell’Idra, che ci spinge verso l’appagamento personale, che però come detto è un veleno. Infatti l’Idra ha un alito velenoso che non consente a nessuno di starle vicino, ed è completamente sola.
Nella metafora del racconto c’è un solo modo per sconfiggere questi desideri terreni per noi velenosi, decapitarli attraverso un atto di purificazione che è rappresentato nella storia dal fuoco che purifica il male.

Quali lezioni per la nostra crescita personale possiamo trarre da questa fatica?

- Se sei in difficoltà chiedi aiuto, non sottovalutare l'aiuto che ti possono offrire persone più semplici di te.
- Controlla di tanto in tanto anche i problemi che hai risolto, evitando in questo modo che si ripresentino.
- Concentrati sul superare un problema alla volta, non disperdendo le tue energie.

Le domande da porsi per il nostro sviluppo personale sono:

- Quali sono i desideri terreni che ti incatenano all’infelicità?
- Sei in grado di individuare qualcosa che ti può condurre a una liberazione da essi?


Bene grazie per aver letto l'articolo.

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Info sull'autore

Marco Naman Borgese è uno psicologo, psicoterapeuta e coach. Cultore della materia presso l'Università degli studi di Salerno, Docente presso l'Università del calcio di Coverciano e docente per il Master Giunti in psicologia dello sport. Ha conseguito una borsa di studio presso il Policlinico Universitario Agostino di Gemelli in Roma per il trattamento del dolore cronico mediante l'uso della realtà virtuale in donne affette da endometriosi. E' pratictioner EMDR di I° livello e certificato per l'uso del protocollo Mindfulness MBSR Palouse ed esperto nell'uso della realtà virtuale nel trattamento dei disturbi psicologici.

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