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Come avviene il cambiamento pt.5: il momento in cui si decide cosa fare

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Buongiorno lo so tu non hai bisogno dello psicologo, ma potresti volerne sapere un pò di più su come avviene il cambiamento.

LA FASE CHE CI PREPARA AL CAMBIAMENTO

Siamo giunti alla puntata numero 5 di questa serie di appuntamenti sul tema del cambiamento. Oggi parliamo della fase di preparazione, fase in cui stabiliamo cosa è necessario fare concretamente per cambiare. Ed è in questa fase che molti di noi commettono un grave errore.

Non basta infatti per ottenere un cambiamento a lungo termine avere chiaro cosa fare. La capacità di mantenere impegni a lungo termine è legata anche al saper gestire efficacemente gli imprevisti che sicuramente si presenteranno. Ma molti di noi tendono a sottovalutare questo aspetto, pensando che se eventualmente dovessero presentarsi degli imprevisti in qualche modo si daranno da fare per affrontarli. Ma state certi che gli imprevisti capiteranno e non preventivare un piano per affrontarli è il modo migliore per fallire.

Per cui quando ci sentiamo lì per lì, pronti per cambiare e stiamo valutando come farlo concretamente è necessario anche riflettere su come faremo a gestire eventuali battute d’arresto, in modo tale che ci faremo trovare pronti.

i processi mentali nella fase di preparazione

Ma cosa accade nella nostra mente quando passiamo dalla fase di contemplazione a quella di preparazione? A livello psicologo ciò a cui si assiste è uno spostamento del focus mentale dall’analisi del nostro passato, ad una prospettiva rivolta verso il futuro, in cui cominciamo ad immaginare quello che sarà possibile ottenere grazie al cambiamento. E questo processo si basa su alcuni meccanismi mentali che si mettono in moto.

Il primo è quello di cominciare ad avere una nuova lista di priorità in cui le azioni che conducono al cambiamento diventano le prime della lista. Così se sto cercando di dimagrire, lo stare la sera a casa sul divano a guardare la tv non sarà più la prima opzione sulla mia lista, ma cederà il posto ad una mezz’oretta di corsa.

Il secondo meccanismo ha a che fare con una maggiore fiducia nelle proprie capacità, elemento indispensabile per impegnarsi nel cambiamento. Sappiamo che la tendenza a rimandare qualcosa non è basata su una scarsa volontà, quanto piuttosto su delle paure ed ansie rispetto il fallimento che pur di non affrontare, ci portato ad evitare le situazioni temute. Beh giunti nella fase di preparazione siamo pronti a dire a noi stessi che saremo in grado di farcela.

Il terzo meccanismo si manifesta nel cominciare a vedere più i pro che i contro del cambiamento. Come raccontanto nell'articolo precedente sul tema, uno strumento da utilizzare nella fase di contemplazione è quello della bilancia decisionale, in cui confrontare i pro ed i contro che il nostro cambiamento comporterà. Quello che sappiamo dalle ricerche è che più ci convinciamo ad agire e più cominciamo a vedere i vantaggi del nostro cambiamento.

alcuni consigli per facilitare il passaggio all'azione

Ora se ti trovi proprio in questa fase ti farà piacere sapere che ci sono delle piccole dritte che possono aiutarti ad effettuare il passaggio dalla fase di preparazione a quella successiva di azione.

Il primo consiglio è di compiere quei piccoli passi complementari al cambiamento che ti possono aiutare a mantenere l’impegno. Se ad esempio hai intenzione di seguire una dieta sarà bene cominciare a comprare una piccola bilancia dove pesare il cibo oppure dei piccoli contenitori con cui poter portare il cibo a lavoro. Sembrano piccole cose ma saranno fondamentali per aiutarti.

Il secondo consiglio è fissare una data in cui passare alla fase di azione. Se ti senti veramente pronto per cambiare il consiglio è di scegliere una data entro un mese, perché fissare una data rompe l’illusione di aspettare il momento magico per avviare il cambiamento.

Un ultimo consiglio è quello di rendere pubblico il cambiamento. Comunicarlo pubblicamente è importante perché tutti teniamo a trasmettere un’immagine coerente di noi stessi. Per cui se dico pubblicamente che sto per cominciare a fare qualcosa, nei momenti più difficili sapere di aver preso un impegno pubblico mi potrà aiutare a non cedere.


Bene grazie per aver letto l'articolo.

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Info sull'autore

Marco Naman Borgese è uno psicologo, psicoterapeuta e coach. Cultore della materia presso l'Università degli studi di Salerno, Docente presso l'Università del calcio di Coverciano e docente per il Master Giunti in psicologia dello sport. Ha conseguito una borsa di studio presso il Policlinico Universitario Agostino di Gemelli in Roma per il trattamento del dolore cronico mediante l'uso della realtà virtuale in donne affette da endometriosi. E' pratictioner EMDR di I° livello e certificato per l'uso del protocollo Mindfulness MBSR Palouse ed esperto nell'uso della realtà virtuale nel trattamento dei disturbi psicologici.

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