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Smettere di procrastinare è possibile?

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Buongiorno lo so tu non hai bisogno dello psicologo ma potresti aver voglia di capire meglio come è possibile smettere di procrastinare.

IL MECCANISMO DELLA PROCRASTINAZIONE

Ed è perfetta perché se è incerto, se riusciremmo mai a smettere di procrastinare, è certo invece che prima o poi pagheremo il conto, in termini economici, in termini di frustrazioni personali o bassa autostima del nostro rimandare. Molte persone di successo riferiscono infatti che la loro vita sia cambiata proprio quando hanno adottato delle abitudini migliori, come smettere di rimandare ciò che fosse necessario fare.

È difficile però comprendere come mai incappiamo in tale meccanismo perverso in cui sappiamo perfettamente che dovremmo fare ora quella cosa e come se non bastasse, sappiamo anche che farla ci farebbe sentire appagati. 

Ma questo non è sufficiente, perché è come se avessimo una sorta di voce nella nostra mente che ci spinge a non farla, a rimandarla a domani. E domani diventa domani ancora e così via. Finché non si paga il conto. E c’è un solo modo per non pagarlo, non procrastinare più sulla procrastinazione. Ma come?

Punto primo: individuare le cause.

"Gli ambiti in cui procrastiniamo non sono casuali"

Poniamoci nella condizione di avere un onesto dialogo con noi stessi, tralasciando giustificazioni e scuse e guardando in faccia la realtà. Molto spesso gli ambiti in cui procrastiniamo non sono casuali, sono aspetti in cui c’è in gioco una qualche parte di noi, in cui c’è un nostro investimento emotivo e in cui misuriamo il nostro valore. Manteniamo in vita la procrastinazione delle volte proprio perché è meglio conservare l’illusoria idea che a partire da domani cominceremo ad impegnarci, piuttosto che affrontare il compito o quell'attività, magari perché è un compito che ci spaventa? Potremmo avere paura che portato a termine quel compito, potremmo scoprire che non ha prodotto il risultato sperato e che la nostra vita non è ancora come vorremmo?

Ma pensandoci bene, cosa abbiamo da perdere?

Se lo faremo ed andrà bene staremo meglio. Se la faremo ed andrà male potremmo decidere di provare un’altra strada, e smettere di cullarci in una illusione che ci fa perdere solamente tempo.

Punto secondo: azzerare le distrazioni.

Rispetto questo punto c’è poco da dire. Alcune cose o si fanno fatte bene o non si fanno, non ci sono possibilità di troppi compromessi. Ciò che ruba ad oggi maggiormente la nostra attenzione è lo smartphone, si stima infatti che una persona nella fascia compresa tra i 16 ed i 29 anni trascorra in media circa 3 ore al giorno sui principali social (whatsapp, youtube, instagram e facebook). Un tempo enorme, parliamo di circa 90 ore settimanali. Per aiutarti a limitare l'uso dello smartphone potresti utilizzare le funzioni di cui dispongono alcune applicazioni, che sono in grado di indicare quanto tempo spendiamo ogni giorno su di esse ed impostare un limite giornaliero.

Punto terzo: chiarisci il tuo obiettivo.

Sappiamo che il modo migliore per portare a termine un lavoro è suddividerlo in compiti più piccoli e semplici per poi lavorare su ciascuno di essi. Il problema è che non seguiamo sempre questo prezioso consiglio, anzi quando rimandiamo abbiamo continuiamo in testa un grande obiettivo finale senza però riuscire ad organizzare un piano concreto per raggiungerlo. Quindi una cosa da fare è impostare una serie di piccoli obiettivi intermedi chi ci aiutino a mantenere costante il nostro impegno.

Punto quarto: concentrati su ciò che vuoi.

Il modo più efficace per smettere di procrastinare è concentrarsi su ciò che si vuole, piuttosto che su ciò che non si vuole. Cominciare a pensare, mi devo allenare perché se non lo faccio starò male, ci porterà ad un mood negativo di pensieri che ci condurrà a rimandare. Invece concentrandoci su ciò che vogliamo potremmo sentirci bene con noi stessi e sarà più facile rimanere impegnati e concentrati sino a quando non raggiungiamo il nostro scopo.


Bene grazie per aver letto l'articolo.

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Info sull'autore

Marco Naman Borgese è uno psicologo, psicoterapeuta e coach. Cultore della materia presso l'Università degli studi di Salerno, Docente presso l'Università del calcio di Coverciano e docente per il Master Giunti in psicologia dello sport. Ha conseguito una borsa di studio presso il Policlinico Universitario Agostino di Gemelli in Roma per il trattamento del dolore cronico mediante l'uso della realtà virtuale in donne affette da endometriosi. E' pratictioner EMDR di I° livello e certificato per l'uso del protocollo Mindfulness MBSR Palouse ed esperto nell'uso della realtà virtuale nel trattamento dei disturbi psicologici.

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