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Stai pagando in felicità la tua sicurezza?

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Buongiorno lo so tu non hai bisogno dello psicologo, ma potresti aver bisogno di capire se nella tua vita stai scegliendo sicurezza o felicità.

CHE STRADA STIAMO PERCORRENDO?

Non è una domanda a cui si può rispondere subito, anzi è un momento di riflessione potente, perché in base alla risposta che daremo, dovremmo anche riflettere su tutte le altre decisioni che abbiamo preso sino ad ora nella nostra vita, in modo da capire in che direzione stiamo andando. Verso la strada migliore o quella a cui sia più abituati?

SIAMO DAVANTI AD UN BIVIO

E’ un pò come se ci trovassimo di fronte ad un bivio.

Sulla destra c’è una strada ben illuminata, piena di cartelli che indicano chiaramente cosa visiteremo, la distanza che ci separa dalle cose ed in lontananza la possibilità con un pò di impegno di scorgere cosa potremmo trovare alla fine del cammino.

A sinistra invece una strada sterrata, con un cartello malconcio, che da subito viene inghiottita da una foresta così tanto fitta da non consentirci di vedere nulla. Non possiamo sapere cosa ci sarà dietro e tanto meno cosa ci accadrà se la imboccheremo.

LA STRADA CHE HANNO SCELTO PER NOI

E mentre siamo fermi a questo bivio, ci rendiamo conto che la strada illuminata è quella che è già stata preparata da altri per noi.

Altri che ci aiuteranno a vivere la vita offrendoci sostegno e sicurezza, a patto che saremo in linea con ciò che si aspettano da noi. Aspettative che potrebbero ad esempio essere generate dalla nostra famiglia, che proietta su di noi desideri mai realizzati, o tradizioni familiari dalle quali non vorrebbero che ci allontanassimo.

E mentre siamo di fronte questo bivio ci viene un dubbio, ma quanta strada ho già percorso sino a qui?

Molta, perché prima di renderci conto di che strada vogliamo prendere nella nostra vita, altri lo hanno fatto per noi quando non eravamo pronti a scegliere. Gli altri a noi vicini ci hanno offerto una loro visione di quello che saremo dovuto essere.

E ciò si è manifestato nella scuola che hanno deciso fosse giusta per noi, nel tipo di educazione che abbiamo ricevuto, nello sport o le attività che abbiamo potuto svolgere.

Ed ancora dalle persone con cui abbiamo potuto passare del tempo a parlare o giocare.

E questo sarà il modo in cui nei primi anni di vita cominceremo a conoscere il mondo e di conseguenza a conoscere noi stessi,cperché sappiamo che nei primi anni di vita noi conosciamo attraverso gli altri.

E se all’improvviso il malessere che stiamo vivendo o un evento particolarmente importante non ci avesse accesso la luce su ciò, probabilmente non avremmo mai visto questo bivio esistenziale manifestarsi davanti ai nostri occhi. Perché ciò che percorrevamo era per noi l’unica strada possibile.

MA COME MAI MOLTI NON SCELGONO LA FELICITà?

Ma ora che siamo qui, ci domandiamo: ma come è possibile che così tante persone spendono la loro vita senza cercare di diventare o cercare almeno di diventare ciò che vogliono essere? Senza ricercare la loro vera essenza?

Perché questo ha un costo, e se non si è disposti a pagarlo, ci si adatta.

Cominciamo a fare compromessi e cominciamo a pagare in felicità la sicurezza.

Ok sono disposto a pagare il prezzo di rinunciare a fare un mestiere che amo, per avere un lavoro fisso che mi consente di stare più tranquillo.

Ok sono disposto a rimanere con questa persona anche se non la amo più, perché è molto più sicuro che magari trovarmi da solo in futuro.

Ma non per tutti può andare così.

Perché per alcune persone cercare un senso, dare uno scopo alla propria vita è qualcosa di così indomabile, che riesce a strapparle dalle loro abitudini e comodità, sino a sbattergli in faccia questa crudele domanda: ma questo è quello che voglio dalla mia vita?

E’ una risposta alla quale non si può scappare né mentire, perché come diceva qualcuno non possiamo per sempre scappare da noi stessi.

NON ESISTE MAGIA

E di solito questa è la parte in cui sollevato il problema, l’illuminato di turno offre la soluzione parlando di coraggio e di come affrontare le paure. Beh rimarrai deluso, perché io non ho risposte da darti e nessuna facile soluzione.

So solo una cosa. Se sei arrivato a questo bivio, non può più far finta di niente.

Ciò che ti potrà essere veramente utile è ascoltare il tuo malessere, accettare che il fatto che tu debba decidere che strada prendere, consapevole del fatto che qualsiasi decisione prenderai comporterà un costo.

Vuoi pagare in felicità o in sicurezza?


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In ogni caso ti lascio con la mia classica frase, se pensi che non puoi fare la differanza beh pensa ancora.


Info sull'autore

Marco Naman Borgese è uno psicologo, psicoterapeuta e coach. Cultore della materia presso l'Università degli studi di Salerno, Docente presso l'Università del calcio di Coverciano e docente per il Master Giunti in psicologia dello sport. Ha conseguito una borsa di studio presso il Policlinico Universitario Agostino di Gemelli in Roma per il trattamento del dolore cronico mediante l'uso della realtà virtuale in donne affette da endometriosi. E' pratictioner EMDR di I° livello e certificato per l'uso del protocollo Mindfulness MBSR Palouse ed esperto nell'uso della realtà virtuale nel trattamento dei disturbi psicologici.

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