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Come avviene il cambiamento pt.4: l'avvio del cambiamento

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Buongiorno lo so tu non hai bisogno dello psicologo, ma potresti aver voglia di leggere l'articolo di oggi in cui continuiamo la nostra serie sul cambiamento, siamo giunti all’appuntamento numero quattro.

Nelle puntate precedenti abbiamo visto i processi alla base che ne sono coinvolti, abbiamo visto le diverse fasi che lo compongono e nella puntata numero tre ci siamo occupati della fase di precontemplazione, ossia la fase in cui detto semplicemente non si ha nessuna intenzione di cambiare.

Oggi parliamo invece della fase del cambiamento che viene chiamata contemplazione, ossia quella specifica fase in cui cominciamo a prendere in esame la possibilità di avviare un cambiamento senza però passare alla fase di azione.

La fase di contemplazione

Quando ci troviamo nella fase di contemplazione infatti cominciamo a ricercare informazioni sul cambiamento, chiediamo pareri ad altre persone su quello che dovremmo fare, ma ancora non siamo pronti per passare alla fase di azione. Cominciamo dunque a prendere in ipotesi l'idea che sia necessario cambiare qualcosa, ma ancora non abbiamo un piano per farlo. La cosa da sottolineare è che molti di noi rimangono per mesi o anni bloccati in questa fase, in cui sentono di voler cambiare, ma senza poi riuscire a farlo.

Ma come mai?

lA NECESSITà DI RISOLVERE L'AMBIVALENZA

Il motivo è da ricercare nel fatto che è presente ancora in noi in questa fase un’ambivalenza rispetto il cambiamento. Vi è infatti sia il timore del fallimento sia la paura di abbandonare le abitudini di quello che già conosciamo e che ci è familiare. E gli studi ci dicono che finché non risolviamo questa ambiguità di fondo non saremo in grado di sostenere un cambiamento a lungo termine.

Lo abbiamo spiegato nelle puntate precedenti sull’argomento, ma ripetiamolo velocemente, il cambiamento non corrisponde alla fase di azione. Agire è infatti solo una fase del cambiamento. Prima di agire è necessario modificare le nostre credenze ed il nostro atteggiamento verso quel comportamento.

Per cui se comincio all’improvviso domani una dieta senza aver prima chiarito il significato personale che ha per me il cibo, per quale motivo mangio quando sono nervoso ecc. è molto più probabile che io possa fallire a lungo termine.

Chiarito questo fondamentale punto vediamo insieme allora quali sono i processi mentali che ci bloccano in questa fase.

I PROCESSI MENTALI CHE CI BLOCCANO IN QUESTA FASE

  • Il primo processo mentale deleterio è quello di alimentare comportamenti ossessivi, in cui cerchiamo inutilmente di esaminare tutto nel minimo dettaglio, dicendoci che dobbiamo trovare la migliore soluzione possibile prima di agire. Leggeremo 100 articoli o 100 libri sulla dieta, prenderemo in esame 100 professionisti diversi, vedremo 1000 video su chi ce l’ha fatta e così via.  In realtà stiamo solo alimentando un processo negativo, l’illusione che in questo modo troveremo la migliore soluzione in assoluto, la strada ideale. Stiamo però cercando di spengere il fuoco aggiungendo legna di continuo. Non esiste la strada ideale, esistono delle linee guida e delle evidenze che sono condivise da tutti i seri professionisti sul cambiamento. Non ci sono ricette magiche o pozioni per farcela. Questo diventa solo un modo per non riuscire nel nostro intento.
  • Un secondo processo è quello che possiamo definire del momento magico, che consiste nel dirsi: "ok cambierò, ma appena andrà meglio al lavoro, ok cambierò ma appena starò meglio fisicamente." Questo è un ulteriore modo per fallire completamente. Invertiamo causa ed effetto, pensiamo che appena le cose andranno bene allora poi potremmo cambiare, quando in realtà dovremmo prima cambiare per fare in modo che le cose vadano bene.
  • Il terzo processo che ci blocca ed è anche quello più importante è quello che definiamo dell’agire prematuramente ed è quello che abbiamo visto prima. Sentiamo le prime spinte a cambiare ed iniziamo subito ad agire, quindi ad esempio decidiamo che da domani smetteremo di fumare. È un pò come se decidessimo di fare una gara di sci dopo aver fatto solamente due lezioni, siamo destini prima o poi a cadere. Prima di agire come abbiamo detto anche prima è necessario lavorare a fondo su cosa rappresenti per noi quel cambiamento, che valore ha nella nostra vita, quale funzione.

DUE TECNICHE PER SBLOCCARE IL CAMBIAMENTO

Chiariti quali possono essere i processi che ci inchiodano in questa condizione vediamo quali possono essere due tecniche da utilizzare per accelerare il nostro cambiamento.

La prima la possiamo definire del pensare prima di agire e consiste nel fermarsi un momento prima di mettere in atto il comportamento per noi nocivo ponendosi tre domande:  cosa sto facendo, cosa sto pensando e cosa sto provando in questo momento che mi sta portando a voler ad esempio fumare, mangiare o bere?

Dopo questa riflessione pre azione è necessario anche porsi le stesse tre domande dopo aver messo in atto il comportamento, per cui ci domanderemo: cosa sto facendo, cosa sto pensando e cosa sto provando ora che ho fumato, mangiato o bevuto?

La seconda tecnica è nota come bilancio personale e consiste nel capire meglio perché stiamo cercando il cambiamento. Dovremmo rispondere a queste domande:

  1. Quali sono le conseguenze positive che avrò se cambio?
  2. Quali sono le conseguenze negative che avrò cambio?
  3. Quali sono gli effetti positivi sugli altri del mio cambiamento?
  4. Quali sono gli effetti negativi sugli altri del mio cambiamento?

Bene grazie per aver letto l'articolo.

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Info sull'autore

Marco Naman Borgese è uno psicologo, psicoterapeuta e coach. Cultore della materia presso l'Università degli studi di Salerno, Docente presso l'Università del calcio di Coverciano e docente per il Master Giunti in psicologia dello sport. Ha conseguito una borsa di studio presso il Policlinico Universitario Agostino di Gemelli in Roma per il trattamento del dolore cronico mediante l'uso della realtà virtuale in donne affette da endometriosi. E' pratictioner EMDR di I° livello e certificato per l'uso del protocollo Mindfulness MBSR Palouse ed esperto nell'uso della realtà virtuale nel trattamento dei disturbi psicologici.

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