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Il più grande manuale di coaching della storia: le 12 fatiche di Ercole. Pt.1

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Buongiorno lo so tu non hai bisogno dello psicologo, ma potresti aver bisogno di saperne un po' di più sulle dodici fatiche di Ercole e di come queste possano ispirare il nostro sviluppo personale.

perchè parlare delle fatiche di ercole

Ho scelto di approfondire e presentarvi questo tema perché leggendole mi sono reso conto di come esse possano rappresentare una grande guida per il nostro sviluppo personale. Ogni fatica è infatti una metafora di una sfida che ogni essere umano deve necessariamente superare per raggiungere il pieno sviluppo.

In questa sede non è mio interesse approfondire eccessivamente a livello narrativo il mito di Ercole, ma vi lascerò giusto qualche spunto per capire meglio la storia e comprendere come mai egli fosse così motivato nel superare queste dodici incredibili fatiche.

E allora è utile sapere che a un certo punto della sua vita, la dea Era lo fece impazzire e che in prede alla follia Ercole finì per uccidere la moglie e alcuni suoi figli. Svegliatosi dal sortilegio divino resosi conto di quanto compiuto pensò dapprima di suicidarsi, ma poi convinto da Teseo, decise di pregare il dio Apollo per invocare una guida che lo aiutasse a superare quanto compiuto.

Così il dio Apollo gli indicò come strada per la redenzione di servire Euristeo, il re di Tirino e Micene per i successivi dodici anni e come pegno aggiuntivo per ottenere la pace con sé stesso di dover superare dieci sfide così difficile da sembrare impossibili. Le fatiche da dieci poi divennero dodici perché due vennero ritenute non valide, in quanto Ercole fu aiutato da altre persone e vedremo insieme dopo chi furono e perché.

Questo brevissimo riassunto ci serve per capire l’importanza attribuita dai greci alla figura di Ercole e alle sue fatiche. Parliamo infatti di un’essere colpevole di un male irreparabile che cerca di fare di tutto per raggiungere il suo scopo, la ricerca del perdono e la pace interiore. Tale figura rappresenta al meglio l’idea che i greci avevano del concetto di pathos, ossia dell’esperienza di una lotta virtuosa e di una sofferenza che porta alla ricerca della propria strada.

Fatta questa breve introduzione vediamo ora assieme la prima fatica di Ercole.

 

Fatica 1: il Leone di Nemea

Il primo compito a cui fui sottoposto Ercole fu quello di riuscire a portare la pelle del leone di Nemea al re Euristeo. La sfida era ritenuta impossibile in quanto il leone di Nemea era un leone invulnerabile, con una pelle indistruttibile che terrorizzava le persone che vivevano intorno a Nemea.

Per nulla intimorito da ciò, giunto a Nemea, Ercole cominciò a seguire il terribile leone, scoprendo presto che le sue frecce erano inutili contro tale bestia, infatti ogni freccia che scagliava contro il leone finiva in mille pezzi. Ercole capì sin da subito come fosse necessario cambiare strategia e raccolta una mazza lungo il cammino, seguì il leone sino alla sua tana che si trovava in una grotta che possedeva due ingressi.

Per trarre in trappola il leone Ercole bloccò uno degli ingressi con un masso e si posizionò all’entrata dell’altro per cogliere il leone di sorpresa non appena avesse tentato di uscire. Quando il leone di Nemea uscì dalla grotta, Ercole lo colpì con la mazza e poi lo afferrò tra le sue possenti braccia stringendolo stretto al collo sono a farlo morire soffocato.

Ora però il problema del nostre eroe era quello di riuscire staccare la pelle del leone per portarla al re. Come detto infatti la pelle del leone era indistruttibile e non era possibile in alcun modo tagliarla. Qui Ercole ebbe l’intuizione di utilizzare le unghie del leone stesso per tagliarla, cosa che effettivamente funzionò. L’eroe ne approfitto anche per farsi un mantello con la pelle indistruttibile del leone da indossare per proteggersi e che lo avrebbe aiutato poi nelle seguenti sfide.

Quando Ercole tornò con la pelle del leone a Micene, Euristeo rimase sbalordito dal fatto che l'eroe fosse riuscito a svolgere un compito ritenuto impossibile. Crebbe dunque nel re la paura che Ercole potesse ucciderlo e per questo gli proibì di entrare per le porte della città. Inoltre, Euristeo terrorizzato fece costruire una grande giara di bronzo dove potersi nascondere da Ercole se fosse stato necessario. Successivamente, Euristeo inviò i suoi comandi a Ercole tramite un araldo, rifiutandosi di vedere faccia a faccia il potente eroe.

Qual’è il significato simbolico di questa prima sfida?

La mitologia greca ci vuole in questo caso trasmettere l’idea che l’uomo coraggioso, rappresentato da Ercole, abbia trionfato sulla natura selvaggia e sugli istinti animali dell’uomo, che sono nella storia rappresentati dal leone.

Per riuscire in questa impresa l’uomo deve come Ercole essere in grado di utilizzare ciò che trova lungo il percorso della sua vita, nel caso di Ercole una mazza, e per riuscirci deve essere in grado di utilizzare la sua mente, la propria ragione.

Ma questo non basta, perché per riuscire a domare i propri istinti animali è necessario coltivare e possedere una forza di volontà incrollabile, che consente di affrontare anche le sfide ritenute impossibili.

Quali lezioni per la nostra crescita personale possiamo trarre da questa fatica?

  • Ciò che non possiamo scalfire direttamente, può possedere qualcosa che lo scalfisca da solo. In sostanza usare il problema contro sé stesso.

  • Prima di affrontare il tuo avversario conosci a fondo la sua forza.

 

Quali sono le domande da porsi rispetto il nostro percorso di sviluppo personale?

  • Sei in grado noi di dominare e gestire i tuoi istinti peggiori o le tue tendenze autodistruttive che ti portano all’infelicità?

  • Se non sei in grado di farlo, hai individuato la strada o il modo per apprendere a gestirli?


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Info sull'autore

Marco Naman Borgese è uno psicologo, psicoterapeuta e coach. Cultore della materia presso l'Università degli studi di Salerno, Docente presso l'Università del calcio di Coverciano e docente per il Master Giunti in psicologia dello sport. Ha conseguito una borsa di studio presso il Policlinico Universitario Agostino di Gemelli in Roma per il trattamento del dolore cronico mediante l'uso della realtà virtuale in donne affette da endometriosi. E' pratictioner EMDR di I° livello e certificato per l'uso del protocollo Mindfulness MBSR Palouse ed esperto nell'uso della realtà virtuale nel trattamento dei disturbi psicologici.

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