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Le crisi esistenziali della nostra vita secondo Erikson

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Buongiorno lo so tu non hai bisogno dello psicologo, ma potresti aver voglia di saperne un pò di più su come mai alcune volte viviamo momenti di crisi esistenziali senza nessun motivo apparente.

UN MALESSERE INSPIEGABILE

La nostra vita sembra scorrere lenta se ci focalizziamo sul singolo giorno. Le ore in cui siamo impegnati in cose noiose di lavoro ci appaiono come infinite. Ma al tempo stesso viviamo il paradosso di percepire uno scorrere del tempo velocissimo se spostiamo la nostra attenzione su un arco temporale di mesi o anni. All’improvviso in questo rapporto di grandezza è come se il tempo acceleri, finisce un estate e poco dopo ci troviamo ad aprire i regali di Natale senza neanche rendercene conto.

Ci sono però dei precisi momenti della nostra vita che appaiono come più lenti e cristallizzati. Attimi in cui la vita ci ha posto di fronte a delle scelte, che hanno segnato il nostro destino e che sono state fondamentali per la costruzione della nostra identità nel bene o nel male. Non sempre è però facile da soli identificare questi momenti, anzi molto spesso non ce ne rendiamo conto.

O per meglio dire, ce ne rendiamo conto senza rendercene conto. Mi spiego. Noi razionalmente non capiamo che stiamo affrontando un nodo esistenziale non risolto, ma la nostra mente inconscia invece se ne rende conto. Infatti in qui momenti all’improvviso ci ritroviamo a sperimentare un disagio emotivo che non riusciamo a definire, ci sentiamo ansiosi, angosciati con un senso di tensione diffusa che però apparentemente non trova giustificazione.

Nella nostra vita sembra non essere cambiato nulla, non c’è un fattore scatenante apparente eppure stiamo male. E proprio il non riuscire ad attribuire la responsabilità a qualcosa di evidente è il motivo per cui in questi momenti di crisi molte persone si rivolgono ad uno psicologo. Ci si sente colpiti da un disagio, ma non si riesce a capire che cosa ci sia che non va.

Ma se questi momenti sono in grado di produrre in così tante persone malessere, c’è un modo per capire in anticipo quando è probabile che ci possa capitare di viverne uno nel corso della nostra vita?

UNA POSSIBILE SPIEGAZIONE

La risposta è almeno in parte si. C’è stato infatti uno psicologo che negli anni 50 si è occupato di formulare un modello in grado di farci da guida. Questo qualcuno è Erik Erikson, un importante psicologo che ha elaborato una teoria basata su 8 fasi di sviluppo psicosociale.

8 tappe fondamentali che ognuno di uno deve affrontare nel corso della propria vita per raggiungere un pieno sviluppo psicosociale e che riguardano tematiche come la fiducia in noi stessi, identità personale, il lasciare un segno del nostro passaggio che dobbiamo affrontare per raggiungere una piena consapevolezza.

Ogni fase si presenta in un preciso momento della nostra vita e ci pone davanti come detto ad una precisa sfida che possiamo superare o meno e che condizionerà la nostra vita futura. Ad esempio in una fase del modello il nodo da affrontare riguarda la possibilità di sviluppare o meno fiducia nelle nostre capacità. Se riusciremo a superarla allora saremo in grado nel corso della nostra vita di gestire future situazioni in cui qualcuno o qualcosa la mettesse in dubbio.

Se viceversa invece non ci riuscissimo, è probabile che in situazioni simili potremmo sviluppare quel senso di malessere psicologico che dicevamo ad inizio del video in quanto la vita ci porrebbe davanti di nuovo al fatto che non ci fidiamo del nostro potenziale.

Comunque concludiamo questo cappello introduttivo e vediamo assieme queste 8 fasi del modello di Erikson. Per ogni fase vi spiegherò qual è la sfida che si affronta, quali sono i fattori coinvolti e che conseguenze è in grado di generare il superarla o meno.

Fase 1: fiducia vs sfiducia.

È il primo stadio della teoria dello sviluppo psicosociale di Erik Erikson. Questa fase inizia dalla nostra nascita e continua fino a circa 18 mesi di etàDurante questa fase siamo incerti su cosa sia il mondo in cui viviamo e guardiamo alla nostra figura di accudimento primario come la fonte principale di stabilità, che si prende cura di noi e ci protegge.

Se le cure che riceveremo saranno coerenti, prevedibili e affidabili, svilupperemo un senso di fiducia che porteremo con noi nelle nostre future relazioni ed inoltre saremmo in grado di sentirci sicuri anche se minacciati. Se invece le cure ricevute saranno state incoerenti, imprevedibili ed inaffidabili, allora svilupperemo un senso di sfiducia, sospetto ed ansia. 

Avere successo in questa fase porterà alla capacità di provare quella che Erikson definisce speranza . Ossia un senso di fiducia, nella capacità che, al sorgere di nuove crisi, ci sia una reale possibilità che altre persone siano lì come fonte di sostegno. Viceversa se fallissimo nell’acquisire la virtù della speranza allora questo farà crescere in noi la paura, facendo crescere un senso fondamentale di sfiducia nelle altre relazioni e nel mondo.

Fase 2 Autonomia vs vergogna e dubbio

Questa fase si verifica tra i 18 mesi ed i 3 anni circa.  Secondo Erikson, in questa fase siamo focalizzati sullo sviluppo del senso di controllo personale rispetto le nostre abilità fisiche e cominciamo a sviluppare un senso di indipendenza.

Il successo in questa fase porterà alla virtù della volontà. Se saremo incoraggiati e sostenuti nello sviluppo della nostra indipendenza, diventeremo più sicuri di noi e della capacità di affrontare il mondo.

Se invece verremmo criticati, eccessivamente controllati o ci verrà privata la possibilità di esplorare il mondo, inizieremo a sentirci inadeguati nella nostre capacità di sopravvivere e potremmo quindi diventare eccessivamente dipendenti dagli altri, mancare di autostima e provare un senso di vergogna o dubbio nelle nostre capacità.

Fase 3 iniziativa vs colpa

Fase che va dai 3 ai 5 anni e corrisponde al periodo in cui cominciamo ad interagire regolarmente con altri bambini a scuola. Al centro di questa fase troviamo il gioco, poiché ci offre l'opportunità di esplorare le nostre abilità interpersonali. Iniziamo infatti a pianificare attività, inventiamo giochi e ci relazioniamo con gli altri. Se ci viene data questa opportunità, svilupperemo un senso di iniziativa e ci sentiremo sicuri nelle nostre capacità di guidare gli altri e prendere decisioni.  Al contrario, se questa tendenza verrà repressa, attraverso la critica o il controllo, svilupperemo un senso di colpa.

Questa è anche la fase in cui abbiamo cominciato a porre molte domande ai nostri genitori e secondo Erikson il modo in cui i nostri genitori hanno riposto alle nostre domande è stato fondamentale. Infatti se i nostri genitori trattavano le nostre domande come banali, fastidiose o imbarazzanti, allora è probabile che avremmo provato sensi di colpa per la nostra curiosità.

Questo poi avrà finito per rallentare le nostre interazioni con gli altri ed inibito la nostra creatività.  Chiaramente porre un limite alla libertà del bambino è fondamentale, ma è ancora più fondamentale ottenere un sano equilibrio tra incentivare l’iniziativa e il limitarla. 

Il successo in questa fase in conclusione possiamo dire che porterà alla conquista della virtù dello scopo, mentre il fallimento si traduce nello sviluppo del senso di colpa.

Fase 4: Competenza contro Inferiorità

La quarta crisi psicosociale di Erikson, coinvolge la competenza contro l’inferiorità e si verifica tra i 5 ed i 12 anni. Siamo nella fase in cui impariamo a leggere e scrivere, a fare le somme, a fare le cose da soli. Gli insegnanti iniziano ad assumere un ruolo importante nella nostra vita poiché ci insegnano delle abilità specifiche.

È in questa fase che il gruppo dei pari acquisisce maggiore importanza e diventa una delle principali fonti di autostima. Sentiamo il bisogno di ottenere l'approvazione dimostrando competenze specifiche che sono apprezzate dalla società ed iniziamo a sviluppare un senso di orgoglio per i nostri risultati.

Se saremmo incoraggiati e rafforzati per le nostre iniziativa, inizieremo a sentirci competenti e ci sentiremo sicuri della nostre capacità di raggiungere gli obiettivi. 

Se questa iniziativa non verrà incoraggiata, se sarà limitata dai genitori o dall'insegnante, allora inizieremo a sentirci inferiori, a dubitare delle nostre capacità e quindi non raggiungeremo lo sviluppo del nostro potenziale. Finiremo con l’interiorizzare un senso di inferiorità.

Il successo in questa fase porterà allo sviluppo della virtù della competenza .

Fase 5. Identità vs. confusione di ruolo

Il quinto stadio si verifica dai 12 ai 18 anni circa. Durante questa fase, cerchiamo una identità personale, attraverso un'intensa esplorazione di valori, credenze ed obiettivi personali. L'adolescenza, rappresenta il passaggio dall'infanzia all'età adulta ed è molto importante. Stiamo diventando più indipendenti ed iniziamo a guardare al futuro, a ciò che saremo all’interno della società in cui viviamo.

Questa è una fase cruciale del nostro sviluppo in cui dobbiamo imparare i ruoli che occuperemo da adulti. È durante questa fase che riesaminiamo la nostra identità e cerchiamo di scoprire esattamente chi siamo. Il successo in questa fase porterà alla virtù della fedeltà, la quale implica la capacità di impegnarci per gli altri sulla base dell'accettazione dell’altro e la fedeltà rispetto a ciò che siamo e ciò che ci muove ad inseguire i nostri obiettivi.

Durante questo periodo, esploriamo le possibilità ed iniziamo a formare la nostra identità basata sull'esito delle nostre esplorazioni. L'incapacità di stabilire un senso di identità all'interno della società ("Non so cosa voglio essere da grande") può portare a confusione di ruoli. La confusione di ruoli implica che non saremmo sicuri di noi stesso o del nostro posto nella società.

Fase 6 Intimità contro isolamento

L'intimità contro l'isolamento è il sesto stadio della teoria dello sviluppo psicosociale di Erik Erikson. Questa fase si svolge tra i 18 ei 40 anni circa. Durante questa fase, il conflitto principale è incentrato sulla formazione di relazioni intime e amorevoli con altre persone. Iniziamo infatti a condividere noi stessi più intimamente con gli altri. Esploriamo le relazioni che portano ad impegni a lungo termine con qualcuno che non sia un membro della famiglia.

Il completamento con successo di questa fase può portare a relazioni felici e ad un senso di impegno, sicurezza e cura all'interno di una relazione. Evitare l'intimità, temere l'impegno e le relazioni può portare all'isolamento, alla solitudine e talvolta alla depressione. Il successo in questa fase porterà alla virtù dell'amore .

Fase 7 Generatività contro stagnazione

Questa fase si verifica durante la mezza età adulta dai 40 ai 65 anni. Psicologicamente, la generatività si riferisce a "lasciare il segno" nel mondo attraverso la creazione o il nutrimento di cose che dureranno più a lungo di noi su questa terra. Durante la mezza età sperimentiamo il bisogno di creare o coltivare cose che sopravviveranno a noi stessi,

Restituiamo un contributo alla società crescendo i nostri figli, essendo produttivi sul lavoro e partecipando ad attività ed organizzazioni comunitarie. Attraverso la generatività sviluppiamo il senso di essere parte di un quadro più ampio. Il successo porta a sentimenti di utilità e realizzazione, mentre il fallimento si traduce in un superficiale coinvolgimento nel mondo. Non riuscendo a trovare un modo per contribuire, diventiamo stagnanti e ci sentiamo improduttivi. 

Se così è diventiamo disconnessi o non coinvolti con la nostra comunità e con la società nel suo insieme. Il successo in questa fase porterà alla virtù della cura .

Fase 8. Integrità dell'ego contro disperazione

L'integrità dell'Io contro la disperazione è l'ottavo ed ultimo stadio della teoria dello sviluppo psicosociale di Erik Erikson. Questa fase inizia all'età di circa 65 anni e termina alla morte.  È durante questo periodo che contempliamo i nostri successi e possiamo sviluppare l'integrità se vediamo noi stessi mentre conduciamo una vita di successo.

Gli individui che riflettono sulla loro vita e si pentono di non aver raggiunto i loro obiettivi sperimenteranno sentimenti di amarezza e disperazione. Erik Erikson credeva che se vediamo le nostre vite come improduttive, ci sentiremo in colpa per il nostro passato o sentiremo di non aver raggiunto i nostri obiettivi di vita, diventando insoddisfatti della vita e sviluppando la disperazione, che spesso porta alla depressione ed alla disperazione.

Il successo in questa fase porterà alla virtù della saggezza . La saggezza consente a una persona di guardare indietro alla propria vita con un senso di chiusura e completezza, e anche di accettare la morte senza paura.

Le persone sagge non sono caratterizzate da uno stato continuo di integrità dell'ego, ma sperimentano sia l'integrità dell'ego che la disperazione. Pertanto, la vita tarda è caratterizzata sia da integrità che da disperazione come stati alternati che devono essere equilibrati.

UNA POSSIBILE 9 TAPPA

Una nona tappa è stata aggiunta dalla moglie di Erik Erikson, Joan Erikson. Prende in considerazione le nuove sfide vissute con l'invecchiamento continuato e incorpora aspetti di tutte le precedenti otto fasi dello sviluppo psicosociale, ma per lo scopo di questo articolo preferisco non integrarla non essendo stata concepita direttamente dallo stesso Erikson.


Bene grazie per aver letto l'articolo.

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Info sull'autore

Marco Naman Borgese è uno psicologo, psicoterapeuta e coach. Cultore della materia presso l'Università degli studi di Salerno, Docente presso l'Università del calcio di Coverciano e docente per il Master Giunti in psicologia dello sport. Ha conseguito una borsa di studio presso il Policlinico Universitario Agostino di Gemelli in Roma per il trattamento del dolore cronico mediante l'uso della realtà virtuale in donne affette da endometriosi. E' pratictioner EMDR di I° livello e certificato per l'uso del protocollo Mindfulness MBSR Palouse ed esperto nell'uso della realtà virtuale nel trattamento dei disturbi psicologici.

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