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Come uso la realtà virtuale per superare la fobia di parlare in pubblico

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Buongiorno lo so tu non hai bisogno dello psicologo, ma potresti aver bisogno di sapere come usare la realtà virtuale per superare la fobia di parlare in pubblico.

IL TIMORE DI PARLARE IN PUBBLICO 

Alzi la mano chi di noi ha mai avuto il timore di parlare davanti a persone che non conosce e che magari sono lì per valutare le nostre competenze. La classica situazione che viviamo quando siamo ad un colloquio di lavoro, in cui non solo siamo preoccupati dal fatto di avere a che fare con dei perfetti sconosciuti, ma siamo anche preoccupati perché questi valuteranno la nostra performance.

Una situazione che scatena in molti di noi un’ansia da prestazione così forte da arrivare al punto di evitare completamente queste situazioni.

la strategia terapeutica dell'esposizione

Ora, chiunque studi un pochino la materia sa perfettamente che il principale strumento che abbiamo a disposizione per estinguere una fobia specifica come questa è l’esposizione. Semplicemente dobbiamo fare in modo di ripetere più e più volte la situazione temuta, attraverso degli step a difficoltà crescente, finché riusciremo a vivere quella situazione con un livello di preoccupazione accettabile. Magari non ameremo mai parlare in pubblico, ma arriveremo a farlo senza attuare evitamenti.

Il problema però in casi come quello di cui stiamo parlando, ossia del parlare davanti a degli sconosciuti, è che per molti di noi è del tutto impossibile replicare queste situazioni a comando. Non possiamo oggettivamente prendere degli sconosciuti, metterli davanti a noi e chiedergli di valutare le nostre capacità espositive. E come possiamo allora allenarci in queste situazioni se non abbiamo possibilità di sperimentarle?

L'AIUTO DELLA REALTA' VIRTUALE

Questo problema può essere superato grazie alla realtà virtuale e grazie a dei software specifici pensati proprio per poter aggirare queste limitazioni. Il software di cui vi parlerò oggi nel dettaglio si chiama bodyswaps, un software pensato per aiutarci a lavorare sulla fobia del parlare in pubblico. Infatti ci consente di poter volgere dei colloqui di lavoro davanti a delle persone alla fine dei quali verrano valutate le nostre capacità di esposizione, i nostri movimenti corporei ed anche quanto siamo riusciti a mantenere il contatto visivo con l’interlocutore.

Ma vediamo insieme come funziona.

LA PRIMA VOLTA CHE SI AVVIA L'APPLICAZIONE

La prima volta che avviamo l’applicazione ci compare una piccola spiegazione dopo di che, come potete vedere nella foto, compaiono davanti a noi due persone che ci spiegano il tipo di esperienza che andremo a fare.

Dopo questa breve spiegazione sul tv davanti a noi ci viene presentata la prima geniale intuizione dell’applicazione, ossia la possibilità di personalizzare il nostro avatar. Ci sono più o meno una decina di modelli che rispecchiano a grandi linee la popolazione mondiale e questo è molto importante per i processi di identificazione che sono fondamentali per aiutarci ad immergerci nell’esperienza. Possiamo dunque scegliere il genere, il colore della pelle e la corporatura più vicina alla nostra.

Una volta scelto l’avatar che più ci somiglia veniamo ricondotti nella stanza con i nostri due amici interlocutori dove ora possiamo vedere nel televisore di fronte a noi il nostro avatar virtuale, che risponde ai nostri movimenti. Questo giochino del vedersi è molto interessante perché ci trasmette ancora di più l’idea di essere all’interno di questa esperienza. Presa un pò di confidenza con la questione, ci viene spiegato anche  il funzionamento del microfono e del pulsante che dovremo premere nel corso dell’esperienza quando dovremo registrare la nostra voce.

Facciamo una piccola prova ed acquisito questo step ci viene fatto fare questo piccolo test in cui dovremmo con le nostre mani virtuali selezionare nell’ordine corretto le lettere che vedete per scrivere la parola hello. Lo scopo di questo test è di farci provare a muovere le mani nello spazio virtuale e ci viene spiegato che nel corso del colloquio dovremmo cercare di replicare il linguaggio del corpo che abbiamo di solito, perché sarà un parametro che verrà valutato.

 

UNA PROVA DI COLLOQuio in realtà virtuale

Finito questo tutorial veniamo spostati in un’altra stanza dove troviamo una nuova persona che ci invita a selezionare la prova che vogliamo sostenere. Io in questo caso scelgo di provare il colloquio di orientamento.

Una volta selezionato lo scenario che più ci interessa, entriamo nella stanza in cui effettivamente allenaremo la nostra capacità di esposizione. Siamo in un ufficio con una persona davanti che comincia a parlare e che chiede di spiegargli a grandi linee come abbiamo raggiunto i nostri obiettivi personali nel corso del tempo.

Compare poi il pulsante per registrare il nostro discorso. Una volta premuto cominciamo ad esporre la nostra presentazione. Quando sento di aver concluso premo il pulsante stop recording e qui avviene il secondo grande colpo di genio.

Come per magia la visuale viene spostata da noi stessi a quella del nostro interlocutore e ci ritroviamo ad osservare ed ascoltare il discorso che abbiamo appena fatto. Fa un certo effetto riascoltare la propria voce su un avatar, che rappresenta noi stessi. Vedremo infatti come abbiamo mosso le braccia, le mani e dove abbiamo guardato nel corso del discorso.

Ho definito un colpo di genio questa funzione del software, perché questo passaggio dell’esperienza consente di attuare due principi terapeutici che sono chiave nel trattamento della fobia di parlare in pubblico. Consente anzitutto di allenarsi a riascoltare la propria voce, step fondamentale nel trattamento della fobia del parlare in pubblico e poi consente di abituarsi a “rivedersi” un pò come se stessimo registrando la nostra performance.

Alla fine dell’esperienza c’è inoltre questa schermata che rappresenta una sorta di valutazione delle nostre abilità paraverbali. Vengono prese in esame le parole che abbiamo detto in un minuto conteggiando eventuali pause molte lunghe, i gesti che abbiamo prodotto ed infine quanto abbiamo mantenuto il contatto visivo con l’interlocutore.

una riflessione conclusiva

In definitiva devo dire che sono rimasto molto colpito dalle funzioni e dalla qualità dell’esperienza che offre questo software. A mio avviso rappresenta il miglior prodotto in realtà virtuale sul mercato al momento per lavorare sulla fobia di parlare in pubblico. Nella fase pre esposizione reale può essere molto utile per allenare alcune capacità come il guardare il proprio interlocutore, allenarsi ad ascoltare la propria voce e saper gestire eventuali attivazioni fisiologiche causate dall’eccessiva ansia.


Bene grazie per aver letto l'articolo.

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In ogni caso ti lascio con la mia classica frase, se pensi che non puoi fare la differenza beh pensa ancora.


Info sull'autore

Marco Naman Borgese è uno psicologo, psicoterapeuta e coach. Cultore della materia presso l'Università degli studi di Salerno, Docente presso l'Università del calcio di Coverciano e docente per il Master Giunti in psicologia dello sport. Ha conseguito una borsa di studio presso il Policlinico Universitario Agostino di Gemelli in Roma per il trattamento del dolore cronico mediante l'uso della realtà virtuale in donne affette da endometriosi. E' pratictioner EMDR di I° livello e certificato per l'uso del protocollo Mindfulness MBSR Palouse ed esperto nell'uso della realtà virtuale nel trattamento dei disturbi psicologici.

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